Tresigallo è il tentativo riuscito di costruire una realtà architettonica assolutamente innovativa.
A metà strada tra Ferrara e le Valli di Comacchio, immersa nel verde della pianura ferrarese, prende forma Tresigallo, una città utopica e ideale. Palazzi di mille colori, torrette, portici di marmo, cilindri, coni, parallelepipedi, archi che si perdono all’orizzonte: passeggiare in questi luoghi è un’esperienza unica e ricca di fascino. Il silenzio che avvolge il paesaggio, interrotto dal cadenzato fluire dell’acqua della fontana, ci proietta in una dimensione sospesa tra geometria e sogno.
Il visitatore resterà affascinato dalla policromia delle architetture razionaliste: uno sprigionarsi di colori, caldi e freddi. Questo alternarsi di diversi colori ci proietta in una dimensione altra, in un “altrove” in stridente contrasto con i centri che di solito si incontrano percorrendo la provincia ferrarese e la Pianura Padana. Tresigallo diventa un gioco di simmetrie particolari, di spazi sovrapposti, di armonie studiate: è il risultato del lavoro di anonimi muratori, intonacatori, falegnami, vetrai, marmisti, imbianchini, scultori, ingegneri, geometri e di artisti ancora poco studiati come Pietro Porcinai, (architetto di giardini), Ugo Tarchi (ingegnere), Giorgio Baroni (innovativa è la sperimentazione del ferro cemento presente in una tettoia del capannone della M.A.L.I.C.A).
C’è una dimensione estraniante e metafisica in Tresigallo, una sorta di calma folle dovuta al fatto che il linguaggio urbanistico e architettonico non ha subìto alterazioni particolari nel tempo. Si è, dunque, irretiti dal fascino di una città nata e morta con il suo artefice, pietrificata nella sua evoluzione, bloccata al 1940.
Edmondo Rossoni, Ministro dell'Agricoltura e Foreste
Tresigallo, piccolo borgo rurale di 900 anime fino aiprimi decenni del Novecento, conosce il suo massimo splendore tra il 1933 e il 1939, quando E. Rossoni, Ministro dal '35, nativo del posto, dà avvio alla ri-fondazione del paese. Il suo disegno utopico era quello di vedere realizzata la collaborazione di classe tra lavoratore e datore di lavoro. Il fine ultimo, creare nuove risorse e opportunità, nuovo sviluppo, maggiore ricchezza e benessere. Diversamente da altre città nuove realizzate dal Regime Tresigallo fu fornita di una dotazione di servizi pubblici, come la scuola del ricamo, l'acquedotto, l'asilo nido, la scuola elementare e la palestra.
Tappa 5
Scuola elementare Carlo Forlanini e Domus Tua
Progettato inizialmente per contenere dodici aule, un ingresso centrale e dei corpi allungati, l'edificio non è mai stato portato a termine, ma si caratterizza per forme semplici e austere. La Domus Tua sorge negli anni Trenta come sala da ballo, perduta poi in un incendio degli anni Novanta. D'impatto scenico la torretta svettante dell'edificio, ora proprietà privata.
Tappa 1
Bagni | Urban Center
L'edificio, adiacente alla prima Casa del Balilla e poi Casa della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) fu utilizzata per un paio d'anni. poi abbandonato. Oggi è denominato Sogni, poiché incubatore di start up innovative e sede di mostre, convegni ed eventi.
Tappa 2
Ex Piazza della Rivoluzione | Piazza della Repubblica
La Piazza si colloca lungo l'asse urbano che collega simbolicamente il luogo del lavoro - zona industriale - al luogo della memoria - cimitero. Pur rappresentando il baricentro del paese, non concentra su di sé funzioni civile, politiche o di regime, ma meramente simboliche e formali. Nel centro, si trova la fontana con sculture bronzee di gazzelle.
Tappa 3
Colonia post sanatoriale
Di imponenti dimensioni , si sviluppa su 4 piani fuori terra, cui si aggiungono seminterrato e sottotetto; intorno un grande parco. Di particolare rilevanza la cappella, la terrazza elioterapica, le finestre a forma di oblò. Ospitava donne che, durante la convalescenza, venivano preparate al reinserimento lavorativo. Ora la struttura è dismessa.
Tappa 4
Campo Sportivo
L'ingresso monumentale al campo sportivo è l'arco di trionfo razionalista, espressione di quella romanità classicheggiante di cui il regime voleva riappropriarsi. Realizzato in marmo travertino e privo di decorazioni, era affiancato da un portale di raccordo (ora demolito) con l'edificio delle scuole elementari.
Tappa 5
Scuola elementare Carlo Forlanini e Domus Tua
Progettato inizialmente per contenere dodici aule, un ingresso centrale e dei corpi allungati, l'edificio non è mai stato portato a termine, ma si caratterizza per forme semplici e austere. La Domus Tua sorge negli anni Trenta come sala da ballo, perduta poi in un incendio degli anni Novanta. D'impatto scenico la torretta svettante dell'edificio, ora proprietà privata.
Tappa 1
Bagni | Urban Center
L'edificio, adiacente alla prima Casa del Balilla e poi Casa della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) fu utilizzata per un paio d'anni. poi abbandonato. Oggi è denominato Sogni, poiché incubatore di start up innovative e sede di mostre, convegni ed eventi.
Tappa 2
Ex Piazza della Rivoluzione | Piazza della Repubblica
La Piazza si colloca lungo l'asse urbano che collega simbolicamente il luogo del lavoro - zona industriale - al luogo della memoria - cimitero. Pur rappresentando il baricentro del paese, non concentra su di sé funzioni civile, politiche o di regime, ma meramente simboliche e formali. Nel centro, si trova la fontana con sculture bronzee di gazzelle.
Tappa 3
Colonia post sanatoriale
Di imponenti dimensioni , si sviluppa su 4 piani fuori terra, cui si aggiungono seminterrato e sottotetto; intorno un grande parco. Di particolare rilevanza la cappella, la terrazza elioterapica, le finestre a forma di oblò. Ospitava donne che, durante la convalescenza, venivano preparate al reinserimento lavorativo. Ora la struttura è dismessa.
Tappa 4
Campo Sportivo
L'ingresso monumentale al campo sportivo è l'arco di trionfo razionalista, espressione di quella romanità classicheggiante di cui il regime voleva riappropriarsi. Realizzato in marmo travertino e privo di decorazioni, era affiancato da un portale di raccordo (ora demolito) con l'edificio delle scuole elementari.
Tappa 5
Scuola elementare Carlo Forlanini e Domus Tua
Progettato inizialmente per contenere dodici aule, un ingresso centrale e dei corpi allungati, l'edificio non è mai stato portato a termine, ma si caratterizza per forme semplici e austere. La Domus Tua sorge negli anni Trenta come sala da ballo, perduta poi in un incendio degli anni Novanta. D'impatto scenico la torretta svettante dell'edificio, ora proprietà privata.