Partenza da
Ex Casa della G.I.L. ora Casa della Cultura
Durata
Circa 2 ore
Adatto a
Famiglie

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Visite con accompagnamento e informazioni : 348 1331280

Tresigallo è il tentativo riuscito di costruire una realtà architettonica assolutamente innovativa.

A metà strada tra Ferrara e le Valli di Comacchio, immersa nel verde della pianura ferrarese, prende forma Tresigallo, una città utopica e ideale. Palazzi di mille colori, torrette, portici di marmo, cilindri, coni, parallelepipedi, archi che si perdono all’orizzonte: passeggiare in questi luoghi è un’esperienza unica e ricca di fascino. Il silenzio che avvolge il paesaggio, interrotto dal cadenzato fluire dell’acqua della fontana, ci proietta in una dimensione sospesa tra geometria e sogno.

Il visitatore resterà affascinato dalla policromia delle architetture razionaliste: uno sprigionarsi di colori, caldi e freddi. Questo alternarsi di diversi colori ci proietta in una dimensione altra, in un “altrove” in stridente contrasto con i centri che di solito si incontrano percorrendo la provincia ferrarese e la Pianura Padana. Tresigallo diventa un gioco di simmetrie particolari, di spazi sovrapposti, di armonie studiate: è il risultato del lavoro di anonimi muratori, intonacatori, falegnami, vetrai, marmisti, imbianchini, scultori, ingegneri, geometri e di artisti ancora poco studiati come Pietro Porcinai, (architetto di giardini), Ugo Tarchi (ingegnere), Giorgio Baroni (innovativa è la sperimentazione del ferro cemento presente in una tettoia del capannone della M.A.L.I.C.A).

C’è una dimensione estraniante e metafisica in Tresigallo, una sorta di calma folle dovuta al fatto che il linguaggio urbanistico e architettonico non ha subìto alterazioni particolari nel tempo. Si è, dunque, irretiti dal fascino di una città nata e morta con il suo artefice, pietrificata nella sua evoluzione, bloccata al 1940.

Edmondo Rossoni, Ministro dell'Agricoltura e Foreste

Tresigallo, piccolo borgo rurale di 900 anime fino aiprimi decenni del Novecento, conosce il suo massimo splendore tra il 1933 e il 1939, quando E. Rossoni, Ministro dal '35, nativo del posto, dà avvio alla ri-fondazione del paese. Il suo disegno utopico era quello di vedere realizzata la collaborazione di classe tra lavoratore e datore di lavoro. Il fine ultimo, creare nuove risorse e opportunità, nuovo sviluppo, maggiore ricchezza e benessere. Diversamente da altre città nuove realizzate dal Regime Tresigallo fu fornita di una dotazione di servizi pubblici, come la scuola del ricamo, l'acquedotto, l'asilo nido, la scuola elementare e la palestra.

Bagni | Urban Center
Tappa 1

Bagni | Urban Center

L'edificio, adiacente alla prima Casa del Balilla e poi Casa della G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) fu utilizzata per un paio d'anni. poi abbandonato. Oggi è denominato Sogni, poiché incubatore di start up innovative e sede di mostre, convegni ed eventi.