
Tartufo Ferrarese De.Co
Il territorio ferrarese ospita diverse specie di tartufi commestibili, rendendo la zona un vero paradiso per gli amanti di questo pregiato fungo.
Grazie all’origine alluvionale dei terreni e alla presenza di essenze arboree adatte, l’alto ferrarese, in particolare la zona di Bondeno, è oggi riconosciuto come uno dei principali produttori nazionali di tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum). Gli esperti sostengono che le caratteristiche organolettiche e qualitative dei tartufi ferraresi non hanno nulla da invidiare a quelli di Alba o di Acqualagna.
Storicamente, già Vittadini indicava la Golena di Gamberone come uno dei luoghi privilegiati per la raccolta del tartufo bianco più pregiato. Meno costoso ma altrettanto apprezzato in cucina è il tartufo nero liscio (Tuber Macrosporum), dall’odore leggermente agliaceo e dal gusto intenso e inconfondibile.
Questi tartufi si trovano principalmente nelle macchie boschive residue e lungo le rive del fiume Po, dove la simbiosi tra le ife fungine e le radici di pioppi bianchi, salici e farnie permette un ottimo sviluppo del fungo. Spesso si rinvengono anche lungo viali, parchi pubblici e privati, soprattutto dove crescono i tigli.
Nel Delta mesolano si trova invece il bianchetto o tartufo di pineta (Tuber Albidum), di dimensioni più ridotte ma dal profumo aromatico e dal sapore delicato, molto apprezzato in cucina.
Altre specie interessanti includono il tartufo nero invernale (Tuber Brumale), presente a fine inverno, e il tartufo estivo (Tuber Aestivum), che si raccoglie da settembre a gennaio.
I tartufi ferraresi, grazie alla varietà e alla qualità, rappresentano un vero tesoro gastronomico della provincia e una meta imperdibile per chi ama la buona cucina e i prodotti del territorio.
Il Tartufo ferrarese fa parte del riconoscimento De.Co. che valorizza il legame storico tra Ferrara e i suoi prodotti.









