I bunker di tipo Ringstand VF 31 erano strutture di dimensioni ridotte, progettate per la difesa ravvicinata e caratterizzate da una funzione altamente specializzata. Le soluzioni costruttive adottate fanno ritenere che questi bunker fossero destinati quasi certamente all’installazione di un lanciafiamme, arma impiegata per la difesa a corto raggio.

Bunkmemo, sulle tracce della Linea difensiva Gengis Khan
Trasporti
Il percorso Bunkmemo ha inizio a Mesola da via delle Rimembranze, nei pressi del campo santo, da qui si sviluppa un itinerario immerso nella Pineta del Fondo, percorribile a piedi o in bicicletta, pensato per una fruizione lenta e consapevole.
I bunker presenti nella Pineta del Fondo e nella Pineta della Motte fanno parte di un sistema difensivo costruito tra il 1943 e il 1944 dalle forze armate tedesche, lungo la linea di difesa denominata Gengis Khan. Si trattava di uno sbarramento militare realizzato per contrastare un possibile sbarco alleato lungo la costa adriatica e per controllare gli assi di collegamento strategici dell’area.
Le strutture, realizzate in cemento armato e mimetizzate nel paesaggio boschivo, erano collegate tra loro e integrate con la rete viaria esistente, sfruttando le caratteristiche naturali del territorio come elemento difensivo. Nel secondo dopoguerra molti bunker furono progressivamente abbandonati, in alcuni casi, utilizzati come ripari abitativi temporanei.
Oggi questi manufatti sono tutelati e valorizzati attraverso il progetto Bunkmemo, che li restituisce alla collettività come testimonianze storiche inserite in un contesto naturalistico di grande valore. Alcuni bunker sono visitabili anche all’interno e consentono di comprendere più da vicino le condizioni, gli spazi e le funzioni di queste architetture militari, trasformate in elementi di un museo a cielo aperto e di un parco della memoria.











