Torre Palù è uno dei manufatti idraulici più antichi del territorio. La sua costruzione, come quella di altre torri e chiaviche, risponde alla crescente necessità di regolare gli scoli delle acque in un’area in continua trasformazione. L’evoluzione naturale del Delta e gli interventi di bonifica resero infatti inefficace la seicentesca Torre Abate dal punto di vista idraulico, rendendo indispensabile la realizzazione di una nuova struttura. La scelta ricadde sullo sbocco del Canal Bianco, allora affacciato sulla Sacca dell’Abate, destinata in seguito a diventare l’attuale Sacca di Goro.

Torre Palù venne edificata nel 1751 su progetto dell’architetto Giacomo Jacomelli: una torre in laterizio con “fabbrica”, ovvero l’abitazione annessa per il custode e per il manovratore del sistema idraulico.

Come già accaduto a Torre Abate, anche Torre Palù subì nel tempo gli effetti delle trasformazioni territoriali e, con il progressivo arretramento della linea di costa, fu dismessa verso la fine dell’Ottocento.

Interamente costruita sul canale, Torre Palù rappresenta un manufatto idraulico unico nel suo genere. Pur conservando le tradizionali porte vinciane per la regolazione delle acque, introduce soluzioni costruttive innovative rispetto agli edifici idraulici precedenti, testimonianza dell’evoluzione tecnica del periodo.

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