
Teatro R. Ricci, Teatrìn
Edificio storico, riconosciuto fra i teatri storici dell’Emilia Romagna
In origine, questo edificio, presentava due locali, utilizzati come pastificio e, poco dopo l’acquisto da parte della Lega di Miglioramento, grazie a Luigi Simoni, cambiò il suo aspetto per diventare più funzionale all’acquisita funzione sociale di Teatro.
Nacque così uno spazio con un unico salone, a cui vennero aggiunti loggia e loggione.
Nella volta del boccascena, una frase per la comunità “L’arte educa il popolo”.
Nel 1921, durante un comizio che si teneva dinanzi la Casa del Popolo, il teatro venne preso di mira da uno squadrone fascita mesolano, che entrato, gli diede fuoco, accendendo una pira con gli arredi, dove, nel 1926 venne eretto il primo monumento di Goro.
Nonostante gli ingenti danni subiti dal Teatro nell’incendio, l’intera struttura era infatti principalmente in legno, il teatro non venne abbandonato, ma attraversò piuttosto una fase di miglioramento, con cui la struttura venne migliorata e restaurate, passando dal legno a cemento e laterizio.
Il Teatro ospiterà tante compagnie e spettacoli ai quali si mescoleranno anche le genti di Goro e Gorino, continuando a consolidare l’amore per l’arte e per la musica nella cittadina.
Qualche anno dopo, la Casa del Popolo con annesso Teatrìn, diventa di proprietà della Federazione Nazionale Fascista dei Lavoratori del Pesce, la quale ne ricavava una somma per l’affitto pari al 20% dell’incasso sia per gli spettacoli teatrali che per la proiezione di film.









